Chiusa a Nord dalla profonda e selvaggia Valle dei Ronchi e dal maestoso gruppo del Carega, delimitata ad Est dalla Valle del Leogra, a Sud dal corso dell'Adige e dall'alta pianura veronese e ad Ovest dalla Val Lagarina, la Lessinia è quasi un'unità a sé stante nell'ambito delle Prealpi Venete.

La solcano numerose valli che dagli alti pascoli scendono e si spiegano a ventaglio verso Verona e la pianura. Procedendo da Ovest verso Est, troviamo le valli di Fumane, di Marano e di Negrar (che insieme costituiscono un'unità che ha più carattere storico che geografico: la Valpolicella) e poi le valli Pantena, di Squaranto, di Mezzane, d'Illasi, le valli Tramigna, d'Alpone, di Chiampo e dell'Agno.

Le sue alture ad Ovest rientrano nelle Prealpi Venete, con cime tra i 1500 e i 1800 m., e il gruppo del Carega a Nord-Est (che supera i 2200 m.). La fascia centrale si attesta invece tra i 1000 e i 1300 metri. Il territorio rientra soprattutto nei confini della provincia di Verona e in parte minore in quelli delle province di Vicenza e di Trento.
L'economia s'incentra soprattutto sull'allevamento, sulla produzione casearia e sull'estrazione e la lavorazione del Marmo rosso e della Pietra della Lessinia. Il turismo in Lessinia è prevalentemente di tipo confinante, ovvero caratterizzato da turisti provenienti dalle zone limitrofe (soprattutto dalle città di Verona e Mantova).
Una parte del territorio lessinico costituisce il Parco naturale della Lessinia ma nonostante questo, la Lessinia soffre di una enormità di carie dovute alle Cave di marmo che sono inserite anche all'intenrno del parco. La mancanza poi di costruzioni rispettose della tipicità del luogo, l'uso di anticorodal e materiali moderni in contesti tradizionali, la urbanizzazione continua e illogica, rende la Lessinia una zona dove difficilmente il turismo riesce ad attecchire nonostante gli sforzi di Pro Loco ed Enti negli ultimi anni. Infatti il turismo è un turismo di bassa qualità e confinante, cioè di abitanti di zone limitrofe.

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